02/06/2008

Turisti turisti....

Non ho delle mete preferite per i miei viaggi,solitamente cerco di andare dove non sono mai stato.

Sono attratto sia dalle metropoli che dai posti isolati e sconosciuti, ovviamente i secondi sono molto più difficoltosi per le mie rotelle, pertanto spesso mi capita di dover scegliere le metropoli o paesi “moderni”.

Una delle cose che faccio o meglio tento di fare, quando arrivo in una città nuova, è quella di essere un abitante del luogo e di togliermi la “faccia stampata” da turista.

Cerco di nascondere le quattro cose fondamentali del buon turista ovvero:

1)     lo zainetto;

2)     la macchina fotografica;

3)     la cartina;

4)     la guida della lonly planet;  

Non so per quale motivo ho una repulsione verso i turisti, dato che lo sono anch’io e molte volte mi comporto come loro, ma è più forte di me.

Ci sono vari tipi di turisti, vi sono le coppiette innamorate che si baciano ovunque e trovano romantico anche il contenitore dell’immondizia, oppure le coppiette che stanno insieme da più tempo in cui, lui è stanco di sentirsi dire da lei, che il percorso che stanno facendo è sbagliato e lei è stanca di sentirsi sempre dire da lui dove andare.

Ci sono inoltre, le famiglie con i bambini che strillano, i gruppi di anziani che si muovano lenti e travolgenti con lo tsunami, i ragazzini a cui non importa dove sono ma vogliono solo e giustamente divertirsi.

La mia repulsione aumenta in particolare per i turisti italiani, probabilmente perché capisco cosa dicono.

Gli italiani girano, solitamente, in gruppo (almeno di quattro persone), gli uomini divisi dalle donne ed indicando il percorso da percorrere.

Criticano tutto, in primis il cibo. Un italiano deve mangiare “italiano” ovunque vada e pretende che sia cucinato come in Italia, non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello di provare la cucina locale.

Tra i turisti italiani che sopporto meno, vi sono le coppie “borghesi”, quelle che girano  vestiti come se andassero alla prima della Scala. A lei s’illuminano gli occhi solo davanti alle vetrine “chic” (che tra l’altro sono tutte uguali in tutte le città del mondo) e lui fa finta di essere interessato alla storia e all’architettura della città, ma in realtà non vede l’ora di leggere la gazzetta dello sport.

Non gli interessa capire dove sono stati, ma è fondamentale far sapere agli amici dove sono stati, ovviamente anticipandoli con 3000 telefonate  e sms.

Così mi diverto a far finta di essere straniero, i miei colori sono più nordici che mediterranei, pertanto mi camuffo abbastanza bene dicendo un semplice “I’m sorry !!” ed in questo modo posso divertirmi a sentire i loro commenti.

Il meglio l’ho avuto a Berlino quando una coppia di cinquantenni molto “borghesi”, nella zona del Charlie Point, lei vestita ed agghindata come Simona Ventura alla prima dell’Isola dei famosi, chiede al marito se la zona ovest era territorio degli Stati Uniti mentre se l’est era zona della Germania e se la Russia era alleata con gli USA. Il marito tutto gonfio di sapere gli ha spiegato che nella zona ovest vi erano gli Stati Uniti e ad est la Russia e che i due paesi erano un “po’” in conflitto tra loro. La Signora però non si spiegava il motivo per cui avevano costruito il muro (a questo non le so dare torto), ma in tre secondi il dilemma  scivolo via avendo visto a pochi metri un negozio di Gucci, pertanto si è lanciata verso la vetrina e per poco non si ruppe il femore. 

Fatico a capire perché chi vive nell’agio non possa comprarsi una mutanda di Dolce e Gabbana in meno e magari acquistarsi un piccolissimo e banalissimo bigino della città che sta visitando?!

E’ per questi motivi che quando arrivo nella piazza principale o davanti ad un monumento e vedo un formicaio di turisti che fanno migliaia di fotografie non perché interessati a quello che vedono ma perché è un dovere fotografare e che girano come marionette pilotate dalle guide turistiche, mi viene voglia di essere un locale, di far finta di non conoscerli e di nascondere cartine e macchine fotografiche.

25/05/2008

E quindi?!.... E allora?!....

Spesso e volentieri mi sento dire:

“Ma quanto viaggi? Ma quanti soldi hai? Ma quanti giorni di ferie hai ? non lavori mai…non fai un ..azzo” .

Il susseguirsi di queste domande, mi ha fatto pensare di essere diventato milionario e nullafacente senza essermene accorto.

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Avrò quindi vinto la lotteria?? oppure sono tra i pochi che lavoro in una ditta dove si hanno 33 giorni di ferie all’anno?

Sono quindi un prediletto !!

Poveretti gli altri che lavorano solo loro e guadagnano una miseria !!! Poveretti !! Beato me !!

Poi ho notato che queste domande, mi venivano poste insistentemente anche dai miei colleghi, al punto che ultimamente, quando parto cerco di non dirlo, in quanto mi fanno sentire in colpa, come se non avessi nulla di meglio da fare e da pensare che viaggiare.

Insomma mi fanno sentire un buontempone !!

Il “senso di colpa” fatto venire dai colleghi, mi ha fatto chiedere “Ma questi che guadagnano come me o più di me (lo so perché lavoro all’ufficio personale ;-) ) ed hanno una situazione familiare pari alla mia, oppure vivono in coppia ma lavorano entrambi, ed hanno anche lo stesso mio numero di ferie.

Per quale motivo mi devo “sentire in colpa”? Per quale motivo ogni volta che dico che sto per partire mi devo sentire dire: “Beato te, potessi farlo anch’io… ma come fai??!!, Sei sempre in giro…Ah beato te”.

Perché si fanno tante domande su “come mai gli altri ci riescano” e poche su come “mai non ci riusciamo”.

A mio parere, la risposta è molto, molto semplice, non a tutti interessa fare le stesse cose, si hanno priorità diverse. 

A me piace viaggiare e pertanto viaggio !!! Semplice !

Altri preferiscono, spendere i loro soldi, in auto, vestiti, cene, aperitivi, caffè, sigarette, tecnologie, cibo, fare colazione al bar, uscire tutte le sere ecc ecc.

Anche a me piacciano queste cose, ma le riduco, per avere la possibilità per viaggiare.

Per esempio durante il periodo che ho dato la priorità ad avere una casa tutta mia, ho smesso di viaggiare.

Se un giorno avrò la priorità di comprarmi la valigia di Louis Vuitton (eventualmente sparatemi), viaggerò di meno.

Sono tutte scelte legittime, ma diverse.

Mi piace viaggiare e vorrei farlo fintanto che lo potrò fare, in questo momento è una delle mie priorità.

Credo che la maggior parte di quelli che mi dicono che vorrebbero viaggiare,  in realtà per loro non sia prioritario, ma è solo una delle tante cose che vorrebbero fare.

La maggior parte delle persone, non ama viaggiare, ma preferisce andare in vacanza.

Quando rientro da un viaggio sono stanco, più di quando vado a lavorare, ma per rilassarmi utilizzo il week end o le serate durante la settimana.

Solitamente non prendo ferie per andare dal parrucchiere (soprattutto perché mi manca la materia prima) o per fare commissioni, cerco di darmi da fare durante la pausa pranzo o in altri momenti della giornata.

Sono fortunato, nel poter prendere ferie durante tutto l’arco dell’anno, di non essere vincolato alle 4 settimane di ferie durante il mese d’agosto. Lavoro quasi sempre ad agosto, visto che è il periodo più caro e caotico per viaggiare.

Per organizzare un viaggio bisogna aver inoltre la voglia e la pazienza per informarsi sui luoghi che si vogliono visitare oltre che trovare voli e sistemazioni economiche.

Generalmente il volo lo prenoto con anticipo, il prezzo dei voli europei o nazionali costa mediamente 60/100euro (il costo di due cene), evito di andare in hotel a 4 stelle, mangio frutta a pranzo e mi concedo solitamente una cena, stando attento a non andare in luoghi turistici dove è probabile che ti freghino.

 

La questione “non è come si fa ” ma “cosa si vuole fare”!!