Cinque giorni a Roma

colosseo.jpgCinque giorni a Roma vissuti non da turista ma da rotellato che per vari motivi deve muoversi per la città.

Ho utilizzato i taxi, i treni, i bus, il metro, l’auto e l’aereo, non mi sarebbe dispiaciuto prendere anche una nave ma non ho trovato un porto.

Premesso che amo la vita metropolitana, mi gasa e mi entusiasma, ma credo che non riuscirei a restare in una città come Roma senza perdere la mia, già poca, instabilità mentale.

Arrivo a Roma in aereo, servizio perfetto niente da eccepire, come sempre del resto.

Viaggio in areo da molto tempo e non ho mai avuto problemi…ecco ora me la sono gufuta…

Da Fiumicino c’è il treno che porta alla stazione di Tiburtina o di Termini, anche in questo caso non vi sono problemi, soprattutto se si avvisa per tempo, l’assistenza per salire sul treno.

In realtà sia a Fiumicino che a Tiburtina ed anche a Termini non è necessario il carello elevatore, infatti il treno è a livello del pensilina della stazione, certo da soli non ci si riesce ma con un piccolo aiuto ce la si può fare tranquillamente.

I ragazzi che fanno assistenza mi raccontano di quanto questo servizio è pieno di carenze organizzative, la più importante è che hanno delle ristrettezze territoriali molto forti.

Per esempio io sono arrivato con l’aereo e non possono accompagnarmi al terminal della stazione (io riesco ad andarci ma fatico non poco con le borse/valigie da trascinare), questa volta l’autorizzazione viene concessa, ma non sempre è così…

bus roma_1.jpgStessa cosa se si arriva alla stazione, l’assistenza si ferma a 20 metri dal binario, in quanto non possono accompagnare al di fuori del territorio della stazione, insomma ci sono dei confini territoriali. I ragazzi mi spiegano che molte volte si trovano in imbarazzo quando devono lasciare una persona, per esempio, non vedente in mezzo alla stazione da sola e non possono nemmeno accompagnarla alla fermata dei taxi. Poi certo si fa….ma solo per il “buon cuore” di chi decide di potersi anche prendere una ramanzina dai superiori.

Fino a qua tutto abbastanza bene, poi inizia il dramma o la commedia, dipende come si decide di vivere queste situazioni imbarazzanti da vedere e soprattutto da vivere nel 2011.

Gli autobus sono in gran parte forniti di pedana ma peccato che nel 60% dei casi non è funzionante, oppure quando funziona non riescono ad appoggiarla sul marciapiedi; l’autista non può scendere, ma molto spesso “il buon cuore” li fa scendere e ti aiutano.

Aspettare un bus a Roma ci vuole molto tempo, quando arriva sei felice, ma poi scopri che non ci puoi salire, tutti ti chiedono scusa, che non è colpa loro, che è così e cosa….intanto tu resti li….

t3_autobus pedana estraibile.JPGArriva anche il bus con la pedana che non è automatica, va sollevata ma la ragazza che lo guida, non la vuole fare perché non ha i guanti a bordo, si scusa, non è colpa sua, è colpa dell’altro che però non ha colpa perché è colpa di un altro che ora non ci sta. Scopro poi che i guanti, non sono speciali, ma solamente dei guanti di lattice e la signorina non vuole sporcarsi le mani, perché su quel gancio ci passano tutti. Ha ragione, non ha ragione. Io resto lì !!

In questi casi, l’autista può telefonare alla centrale e nel giro di circa 15 di minuti arriva un mezzo attrezzato che ti porta dove il bus doveva portarti, non è un servizio taxi è solamente  un buon servizio che tampona un cattivo servizio.

 

Cinque giorni a Romaultima modifica: 2011-04-02T21:41:17+00:00da rotex70
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