Carcere di San Vittore

   

“L’ho scrivo anche qua…cosi me lo ricordo….”

 

sanvi--230x180.jpgIeri sono stato al carcere di San Vittore è stata ovviamente “impegnativa”, ho visto e “sentito” quello che immaginavo di vedere e di sentire. Sofferenza e solitudine, ma anche gioia.

Ma …ma ….oggi sono incavolato nero…ma tanto…proprio tanto…con me.

Sono abituato, per mestiere e per percorso di vita, a vedere chi è emarginato e tutto ciò che questo comporta (al peggio non c’è mia fine), quindi non ho scoperto l’acqua calda, so benissimo che esiste tutto quel buio.

Ed è proprio questo che mi fa incazzare, quello di essere totalmente cosciente di quello che avviene e di non muovere un dito per cambiare qualcosa, preferisco scappare e non pensarci.

Tutte le volte che mi vengono buttate in faccia realtà di sofferenza, mi faccio mille propositi, mi dico ora inizio a darmi da fare e poi mi faccio assorbire dal quotidiano. Maledetto quotidiano!!!

Mille promesse, mille parole e poi nulla non faccio nulla.

Ecco oggi mi sento una merdina, perché non faccio niente per gli altri, nulla di veramente importante, di significativo.

Certamente non riuscirei a farlo in modo “intenso” come Don Alberto o Alessio, ma possibile che non riesca a fare qualcosa in più…possibile che non riesca a fare la svolta ?!

Ieri Don Alberto parlava di cosa riusciamo a comunicare con i nostri gesti, può anche essere che riesca a comunicare qualcosa, ma a me non basta più, voglio fare…

Voi direte: “E se vuoi fare qualcosa fallo?! e non rompere tanto le palline”, avete ragione, ma non so perché ma non ci riesco….

Continuo a sapere perfettamente cosa c’è…ma mi giro dall’altra parte….

Non mi ribello a questo e non lo sopporto.

Grazie a DonAlby che mi hai ricordato chi sono e chi vorrei essere….anche se questo vuol dire non sopportare se stessi….mannaggia….

 

E dopo avervi tediato con questo mea culpa pubblico, di ieri ricorderò che durante la messa delle donne ero vicino ad una ragazza che faceva battute da zelig alla sua vicina di banco, ridevano e come due bimbe si nascondevano, ad un tratto nel banco davanti, una loro “compagna” si è commossa, quindi si sono fatte serie, gli hanno stretto la mano e l’hanno abbracciata con gli occhi, comunicandole la solidarietà di chi vive le stesse sensazioni e tristezze.

E poi vi era signora di colore vestita con abiti coloratissimi e vivaci, che li indossava con tanta fierezza. Era la festa in persona, faceva tanto domenica…

Certo poi lacrime e commozioni, ma della giornata in carcere ricorderò: i colori della signora africana (magari è più italiana di me…) e le risate e gli sguardi complici delle ragazze affianco a me…e chi gli la toglie la libertà ….

 

 

Carcere di San Vittoreultima modifica: 2009-04-27T23:04:00+00:00da rotex70
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento