l’avventura continua…

Sydney è molto carina, non è caotica, si gira bene e con tranquillità a tutte le ore.

In realtà non vi è molto da vedere, la si può visitare in 3 o 4 giorni al massimo. Non vi sono monumenti e nemmeno grandi musei, il centro lo si gira velocemente e le spiagge sono un po’ lontane.

Così me la prendo con calma…

CIMG2938.JPGMi faccio un giro ad Harbour, una zona completamente nuova e moderna, costruita appositamente per i turisti, mi ricorda la Barceloneta in miniatura, anche qua c’è l’acquario il museo marittimo, il cinema tridimensionale, il giardino cinese dove rilassarsi un po’.

 

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CIMG2973.JPGAll’acquario mi sono divertito come un bimbo, soprattutto nei tunnel acquatici, sembra di essere a mollo con i pesci ma hai i vestiti asciutti, vi sono squali e razze enormi. Ho scaricato le batterie della macchina fotografica per delle foto che alla fine dovrò cancellare.

In due giorni ho visto le cose principali di Sydney, ora sono pronto e carico per andare nelle spiagge, per poter iniziare a cazzeggiare.

Martedi mattina prendo l’autobus e mi vado a Bondi, ne ho sentito così parlare che non vedo l’ora di andarci. La giornata è bellissima, a parte il temporale della sera in cui sono arrivato, non ho più visto ne pioggia ne le nuvole.CIMG2984.JPG

CIMG3001.JPGVi sono delle giornate fantastiche, cielo azzurro e aria fresca, credo che dal punto di vista meteorologico sia il periodo migliore. Se ora il sole picchia, non oso immaginare come si stava durante l’estate, ecco perchè nonostante sia autunno i sydneani sono tutti bianchicci, saranno rimasti chiusi in casa con il condizionatore ed uscivano solo di notte.

L’arrivo a Bondi è stato di grande impatto, l’autobus si ferma in un promontorio dove si scorge tutta la baia e il piccolo villaggio. Sarà stata la meravigliosa giornata, sarà stato il cielo blu, la spiaggia bianca e il mare con tutte le sue tonalità dal blu al verde, sarà che finalmente iniziavo ad avere un assaggio delle natura australiana, sarà per tutte queste cose che mi è venuta la pelle d’oca, ma forse era un po’ di venticello che soffiava…

CIMG2996.JPGRimango a Bondi gran parte della giornata, a guardare i surfisti che aspettano l’onda giusta e a prendermi un po’ di sole.

Il giorno dopo ero di partenza per Manly, altra spiaggia di Sydney, ma il tempo non era meraviglioso (vi erano ben due nuvole) e poi ho un appuntamento nel pomeriggio con Andrea.CIMG3072.JPG

Andrea è il figlio della mia collega, ha 24 anni, è venuto lo scorso autunno a Noosa per imparare l’inglese e poi finito il corso è sceso a Sydney. Da un mesetto lavora in un ristorante vicino all’Opera House.

Ci incontriamo a Central Station, perché deve prendere delle informazioni sul mitico Indian Pacific, ovvero il treno che attraversa l’Australia in 4 giorni, da Sydney a Perth. Io vorrei fare metà del tragitto ovvero Sydney-Adelaide.

Andrea mi racconta che vive in un appartamento con 8 persone, di varie nazionalità, e che non è stato facile trovare lavoro a Sydney, ora inizia ad essere un po’ stufo e tra un mesetto ritorno in Italia per andare a lavorare a Fomentera.

CIMG3093.JPGAlla sera faccio la mia prima uscita serale, mi voglio anche sforzare di rimanere sveglio per perdere sto jet leg. Andiamo a mangiare in un pub, dove vi sono delle cameriere una più carina dell’altra…

Beviamo una sottospecie di pinot e alla fine, sarà la stanchezza, sarà che non ho mangiato molto, divento subito brillo.

Entrambi sapevamo uno dell’altro, per i racconti di mamma Piera, ma per conoscerci realmente siamo dovuti andare dall’altra parte del mondo. Strana la vita, ti fa conoscere persone che abitano a 5 chilometri da casa tua dall’altra parte del globo. Probabilmente a Domodossola non saremmo mai andati a mangiare una pizza insieme e non ci saremmo mai raccontati un po’ dei fatti nostri.CIMG3096.JPG

Comunque dopo aver trascorso una settimana a Sydney, ho deciso di prendere il mitico Indian Pacific, è un treno che attraversa tutta l’Australia da Sydney a Perth (in tre giorni). Mi ero già informato dall’Italia se accettavano i “rotellati” a bordo, la risposta è stata “Non c’è problema !!”.

Io volevo fare la tratta Sydney – Adelaide (24 ore). Sabato sono andato in stazione, ho fatto il biglietto e mi hanno ridetto “Non c’è problema, può prendere tranquillamente l’Indian”.

CIMG3140.JPGIo felice come un bambino, inizio a fare le foto con Andrea davanti al treno. Lui voleva licenziarsi per farsi una settimana sull’Indian, nel frattempo siamo stati gentilmente invitati ad essere immortali in diverse foto ricordo di arzilli vecchietti in partenza anche loro (chissà quelle foto dove andranno a finire..va beh).

Il treno è molto particolare ed ha lo stesso “carisma” dell’Orient Express…

Alla fine, elettrizzato come pochi, vado verso il mio vagone e quando è il momento di salire, il capotreno inizia a fare mille storie, dicendomi che da solo non posso viaggiare, in quanto il treno non è accessibile e per problemi di sicurezza non posso salire e che mi rimborsano il biglietto.

Il bello di queste occasioni è che di colpo, scopri di sapere parlare anche l’inglese, lo sfoggi con una buona padronanza di linguaggio utilizzando termini che raramente usi come: “Fuck !!”

Morale…il mio Indian Pacific parte e io lo saluto con il fazzolettino bianco. Una tristezza !!

L’incazzatura mi è durata circa un oretta, il tempo di ricalcolare il nuovo percorso come del resto fa il Tom Tom!!

 

l’avventura continua…ultima modifica: 2009-03-23T14:56:00+00:00da rotex70
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