Sydney…the first day

Primo giorno: sarà l’agitazione, sarà il jet leg, morale alle 7:00 del mattino sono vispo come un grillo (cosa rarissima per me).

Con il nuovo giorno realizzo anche dove sono e dove dormo, l’ostello è carino (ovviamente non è un albergo a 5 stelle), ma è pulito cosa più importante. Unico problemino il bagno degli handy è al piano terra, io sto al 3 piano, così su e giù e giù e su…e mi dimentico questo e mi dimentico quell’altro…e avanti e indietro…

E’ pieno di ragazzi irlandesi ed inglesi (con la lattina di birra come accessorio incorporato nelle loro mani), ma non fanno casino. Son bravi ragazzi ! Spero!

CIMG2735.JPGEsco, c’è il sole splendente e fa caldo, molto caldo. Probabilmente non mi sono ancora abituato. Il backpacher è vicino ad Hyde Park (non quello inglese), piccola premessa qua le vie hanno i nomi come a Londra o Dublino (chissà come mai?!).

Questo parco lo attraverserò tutti i giorni, per fare rientro alla mia dimora, è carino !!CIMG2734.JPG

Mi fermo in un barettino per fare colazione, noto poi che si chiama “Quattro” , e dopo tre minuti arriva il barista che mi dice che parla un po’ di italiano.

“Quattro” diventerà il mio posto fisso per la colazione, che in realtà è un pranzo, infatti mi mangio uova e bacon, funghi, spinaci e pomodori. Se mi vedesse mia madre !!! Visto che è da quando sono nato che bevo CIMG2877.JPGsolo the al mattino.

Sarà che è domenica ma tutti sono in giro in pantaloncini e maglietta, non sembra di essere in una città, ma di essere in località turistica di mare.

Sydney è piena di parchi e di viali alberati e la prima cosa che mi lascia perplesso è vedere che i marciapiedi iniziano ad essere coperti di foglie gialle, così come le piante stanno passando dal verde al giallo.

Mi devo essere perso qualcosa, fino a qualche ora fa non vedevo foglie ed ero felice se ne vedevo qualcuna verde, ora sono passato direttamente dal nulla alla caduta. Il passaggio inverso che hanno fatto i miei capelli (ma questa è un’altra storia).

Devo farmene una ragione sono passato dall’open party italiano al closing party australiano.

Inizio così a srotellare, e srotella e srotella (dovrei mettere un contachilometri, credo che mi darebbe soddisfazione), inizio a comprendere un orrenda verità: “Sydney non è pianeggiante ma vi sono diverse ed importanti salite e discese”.

Vorrei piangere !! Vorrei tornare a casa !! Sento la mancanza della mamma !!

Ormai sono qua, fa parte del gioco, si prosegue e ogni volta che trovo una salita (alcune sono veramente allucinanti), mi dico che poi vi sarà una discesa. E cosi metro per metro, arrivando, FINALMENTE, nella zona pianeggiante.

Col tempo, sono riuscito ad evitare quelle più faticose con delle strade alternative e a prendere i bus.

CIMG2769.JPGLa prima cosa che visito sono i giardini botanici (in primavera, la loro, devono essere magnifici per via dei roseti), mi sorprende il cartello con la scritta: “Please walk on the grass. We also invite you to smell the roses, hug the trees, talk to the birds and pic nic on the lawns” che tradotto “Per cortesia camminate sull’erba. Siete invitati ad annusare le rose, abbracciare gli alberi, parlare con gli uccelli e fare pic nic sui prati”. Questi hanno capito proprio tutto !!!

Il parco e la natura devono essere vissuti e non devono essere solo dei bei spazi da vedere, l’importante che vi sia civiltà nel tenerli puliti e in ordine. E qui non manca di certo.

Mentre passeggiavo per il parco come la vispa Teresa, sento dei versi di uccelli, man mano che mi avvicino intravedo degli alberi pieni zeppi di pipistrelli, attaccati a testa in giù ai rami.CIMG2791.JPG

CIMG2775.JPGIo amo gli animali, ma ho una riluttanza verso i roditori come i ratti, mi impressiona anche il criceto. Quindi la vista di tutti questi pipistrelli mi lascia basito.

E’ mezzogiorno, quasi di fuoco, sono circondato da bambinetti che come me rimangano a testa all’in su per un eternità a vedere sti topi a testa in giù che sbraitano, alcuni volano. Mi chiedo quale sarebbe la mia reazione, se in piena notte e da solo mi trovassi nella stessa condizione. La risposta è semplice, verrei colpito d’infarto e la mia triste vita finirebbe li davanti a 4 pipistrelli…

Alla fine mi faccio forza, soprattutto perché un bambino di colore inizia a giocare con le mie ruote, e proseguo la mia visita al parco sino ad arrivare all’Opera House.

Vi è una lunga passeggiata che costeggia il mare e giardini botanici, in cui si può ammirare lo splendore dell’Opera House e del ponte Harbour, entrambi imponenti e passeresti la giornata a fotografarli da ogni angolazione e con ogni tipo di luce. Ma con la mia macchinetta fotografica non ho molto fare.CIMG2782.JPG

Mi sono emozionato quando ho visto l’Opera House, è stato il primo segno tangibile che ero in Australia (per ora non ho ancora visto ne un canguro ne un koala).


CIMG2807.JPGCIMG2848.JPG

 

CIMG2825.JPGE mi sono detto “Caspita Fabry !! Sei arrivato anche qua !!”, per un attimo mi sono sentito orgoglioso di me stesso….ma è stato solo un attimo.

Poi sono risalato verso l’ostello, passando per Hyde Park ho iniziato a sentire le canzoni degli U2 e a vedere gente con maglie e parrucche verdi, mi sono ritrovato nel bel mezzo di un mega raduno di irlandesi (ovviamente carburati di birra) che festeggiavano Saint Patrick. Così mi sono “dovuto” fermare un po’ con loro a festeggiare Patrizio che un po’ c’entra con FabrizioCIMG2870.JPG.

 

CIMG2869.JPG

Sydney…the first dayultima modifica: 2009-03-20T00:45:00+00:00da rotex70
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Sydney…the first day

  1. Grande Fabrizio !
    Mi stai facendo tornare in mente i giorni passati a Sydney nel 2007 !

    Alloggiavo proprio vicino ad Hyde Park, in Castlereagh str, al Central Park Hotel. Facevamo colazione in uno Starbucks li’ vicino, e passavamo per Hide Park tutti i giorni ! Mi ricordo dei pappagalli che volavano tra gli alberi, e di strani uccelli dai becchi lunghi e arrotondati che trovavi un po’ ovunque !

    Continua a raccontare !

    Buona permanenza !

Lascia un commento