Berlino – II parte

Scopro subito che vicino al mio albergo vi è una delle stazioni “principali” per la partenza di bus e metro.

Così, felice e sereno, mi appropinquo a visitare Berlino.

ddaad7945aa822aba0e17d7053ca5460.jpgSbuco quasi per caso ad Alexander Platz, dove emergo dall’uscita del metro e li per li mi sembra di essere a Mosca, sia per il tempo grigio e freddo, sia per gli edifici anni ’60/’70 in stile DDR, tutto uguale, ordinato, grigio e un po’ triste.

Passeggiando per Berlino, immagino come i berlinesi vivevano durante la seconda guerra mondiale oppure durante il periodo del “muro”.

Quanto terrore ci sarà stato, quanta morte e paura si saranno respirate in quelle vie.

Mi sembra di sentire il rumore dei tacchi degli stivali indossati dai nazisti e dove un tempo vi era il ghetto degli ebrei ora pare impossibile che possa essere successa una “notte dei cristalli”.

Chissà quante urla e pianti si saranno dovute sentire in quelle vie.

Immagino l’assurdità di non poter andare a trovare liberamente parenti amici, da un giorno all’altro, perché nel giro di pochi giorni è stato costruito un muro che divide la città.

Nonostante sia una città in rinnovamento, si comprende che vi sono “ferite” profonde e recenti.

Nessuna capitale europea ha vissuto, in così poco tempo, eventi traumatici e profondi.

34c97d44076d893234b3a9ffcbae6acc.jpgHa dovuto, durante la seconda guerra mondiale, vivere la distruzione della città e convivere con il rimorso dell’olocausto e dopo nemmeno 15 anni vivere quotidianamente con l’angoscia della guerra fredda.  

Il dover convivere con tutti questi autoritarismi hanno fatto si che oggi sia una delle città in cui ci si possa esprimere maggiormente. 

 

Lo si può notare dall’architettura moderna e dai numerosissimi cantieri, che vi sono in tutta la città, tanto che le gru fanno parte del paesaggio di Berlino.

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Le “differenze” e le “contrarietà” di Berlino sono numerose, mi è piaciuto notare come il passato venga ricordato con ironia, ora i “soldati” con la divise del passato passeggiano per le foto ricordo con i turisti. Chissà se anche in Italia i turisti potrebbero fotografarsi con soldati in divisa fascista o partigiana, mi sa di no, in Italia ci vuole un “po’” di tempo prima di voltare pagina, da noi infatti si fanno le foto ricordo con i gladiatori.

Prima fra tutti la differenza tra la zona Est e la zona Ovest, separate sino a quasi venti fa dal muro. Ad est vi è ancora il grigiore dell’architettura comunista ma si respira maggiormente la voglia di rinnovamento, infatti vi sono i locali più “cool” e più vivaci di tutta la città.

ff44b399ace5570988693b2e9b80f5e8.jpgSi nota da subito che Berlino non vuole nascondere la vergogna di essere stata la capitale del nazismo, ma cerca di ricordarlo in maniera sobria ed incisiva, con monumenti alla memoria come il modernismo Holocaust Mahmal, sperando che possa servire a ricordare quanto l’uomo possa essere feroce contro se stesso.

Ho poi visitato l’Ort der Information, in cui vengono illustrate le storie di alcune famiglie  ebree che sono state massacrate dal terzo reich, in una sala buia vengono proiettati in tutte le quattro pareti, il nome di tutte le vittime della Shoah e una breve biografia (ci vogliono sette anni di lettura interrotta per onorarli tutti).

Si può pensare che questi monumenti non servano a molto, ma credo che se la visita, anche distratta, di un ragazzino possa farlo riflettere per pochi minuti su quanto è avvenuto,  è sicuramente un grande passo verso un futuro migliore.

5e8c22c2de06c3ab57514be3f93a383c.jpgI pezzi che restano del muro, probabilmente oggi servano a fare foto ricordo, ma mentre ci si posiziona per lo scatto della foto, si allunga l’occhio e si legge un po’ di storia del muro e si scoprirà che molte persone sono morte, solamente 40anni fa, nel tentativo di voler scavalcare quello che ora è solo un cimelio, ma che all’ora significa libertà.

Non si può non andare a vedere la Porta di Brandeburgo che è il simbolo di Berlino, ma quello che maggiormente mi ha molto colpito è Potsdamer Platz, durante la seconda guerra mondiale fu distrutta e poi fu divisa in due dal muro. Ora è stata totalmente ricostruita (tra i progettisti Renzo Piano) e nonostante non vi siano costruzioni particolari è nell’insieme molto moderna e da l’impressione di essere in una piazza del futuro.

 

65d6560e88994a2613743a57d13dd070.jpgA pochi passi vi è il Sony Center, in cui vi è una piazza centrale e vi si affacciano bar e ristoranti, il tutto è coperto da una gigantesca tenda di vetro che durante la notte sprigiona una bel gioco di luci.

All’interno del Sony Center vi è il cinema 3D, in cui ho assistito al film/concerto degli U2, mi sembrava di essere sul palco con Bono.

Berlino – II parteultima modifica: 2008-05-20T00:30:00+00:00da rotex70
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Un pensiero su “Berlino – II parte

  1. Bravo Rotex.
    Sempre in viaggio.
    I tuoi commenti invogliano sicuramente ad una visita.
    Un film recente che rende bene le idea di cosa doveva essere il controllo sotto il regime DDr è “Le vite degli altri”. Uno bello e divertente che fa vedere il passaggio dopo il crollo del muro è “Goodbye Lenin”.

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