Il dilemma di Darwin

Questa mattina sulla “La Stampa” c’era questo articolo che mi ha molto divertito, non immaginavo che persino Darwin, si facesse queste paranoie.

Spesso si fa l’elenco dei pro e dei contro prima di prendere una decisione, probabilmente sul dubbio amletico se rimanere single o sposarsi lo si fa senza accorgersi, accade e basta. A volte perché trascinati dagli avvenimenti, altre per scelte razionali, altre per i motivi più disperati, non per ultimo quello per la continuità della specie.

Alcune volte si sceglie per conto nostro,  altre volte decidono gli altri per noi, pertanto si diventa una “scelta altrui”.

 

 

Comunque sia anche Darwin aveva il suo dilemma, dalla “La Stampa” di domenica 20 aprile 2008: 

 

“Aveva osservato per ore le iguana accoppiarsi alle Galapagos, sapeva tutto sul corteggiamento di insetti, ovipari e mammiferi ed era perfettamente consapevole che chi non trova un partner rischia forse l’estinzione, ma conduce anche un’esistenza più libera e meno carica di responsabilità.

Sarà anche per questo che, arrivato il momento di sposarsi, Charles Darwin ci pensò su a lungo. Non solo: applicando all’idea del matrimonio lo stesso rigore analitico di cui avrebbe permeato anni più tardi il suo lavoro sull’origine delle specie, riempì 17 pagine di appunti, divisi su due colonne. Nella prima le ragioni per non sposarsi, nella seconda quelle per farlo.

Queste pagine, insieme con le altre 90 mila che la famiglia ha donato nel 1942 all’Università di Cambridge, sono ora per la prima volta consultabili online  in una raccolta straordinaria, composta da fogli sparsi di appunti scritti con calligrafia minuta, disegni di piante, animali e i primi abbozzi di quella teoria dell’evoluzione che avrebbe cambiato l’evoluzione della scienza e, per molti, la stessa idea di Dio.

A un certo punto, verso la fine di questa impressionante collezione, compare un frontespizio con le iniziali dello scienziato – che all’epoca aveva 29 anni – e l’argomento delle successive, ponderate riflessioni: il matrimonio.Darwin aveva da poco conosciuto una cugina, Emma Wedgwood, che non solo era benestante e carina, ma aveva pure una spiccata intelligenza e una buona presenza di spirito. Anche se si era chiaramente preso una cotta per lei, Charles era già uno scienziato fino al midollo e non poteva lasciare le cose al caso.

Cinque anni a bordo della «Beagle» ad osservare la natura in giro per il mondo gli avevano insegnato a diffidare dell’istinto, che soprattutto in amore gioca spesso brutti scherzi.Gli appunti – ancora attualissimi – rivelano un Darwin diviso a metà tra il desiderio di accasarsi e quello di continuare una vita libera, dedicata allo studio, agli hobby e alle sue passioni, che poi erano la stessa cosa.

Sotto la voce «Marry» (sposarsi), lo scienziato elenca come aspetti positivi i figli («A Dio piacendo»), una compagnia costante («e amica in tarda età») che sarà interessata a un oggetto da accudire… A margine, come preso da un retro pensiero decisamente poco romantico, aggiunge: «Comunque, meglio di un cane».Più articolati e numerosi gli argomenti sotto la voce «Not Marry»: «Libertà di andare dove si vuole, conversazione con uomini brillanti al Club, nessun obbligo di fare visita ai parenti né di essere coinvolto in ogni inezia, si evitano le spese e le angosce legate ai figli, non si perde tempo (frase sottolineata), si può leggere la sera, non si ingrassa e non ci si impigrisce, più soldi disponibili per i libri». A margine, anche qui un retro pensiero: «Ma in ogni caso lavorare troppo non fa bene alla salute».Nelle ultime pagine un’altra domanda: «Meglio presto o tardi?», meglio presto, «perché da giovani il carattere è più flessibile».

Infine, la conclusione favorevole al matrimonio, per evitare «una vita solitaria e una fredda vecchiaia, senza amici né figli, passata a rimirare le rughe che si accalcano sul proprio viso». Ma, conclude con gli ultimi rimpianti, «questo vorrà dire che non visiterò mai il Continente, né andrò in America né salirò mai su una mongolfiera».

Charles e Emma si sposeranno di lì a poco, il 29 gennaio del 1839, e il loro sarà un matrimonio felice. Ebbero dieci figli, di cui tre morirono in tenera età. Dopo la prima notte di nozze, lo scienziato annotò concisamente le sue impressioni negli appunti: «Fare sesso aumenta la salivazione». Andarono a vivere a Downe, nel Kent, dove ancora esiste Down House, con l’intatto «Sentiero Sabbioso» sul quale Darwin passeggiava ogni giorno. A Down House morì a dieci anni Annie, la bambina più adorata. Fu questa tragedia ad allontanarlo dalla fede e a fargli concepire le sue teorie sul bene e sul male, così pericolose in quell’epoca vittoriana.

A Down House morì anche Darwin, nel 1882, senza essere mai riuscito ad andare in mongolfiera. E’ sepolto di fianco a Isaac Newton nell’Abazzia di Westminster, tra gli eroi del suo Paese.”

Il dilemma di Darwinultima modifica: 2008-04-20T19:20:00+00:00da rotex70
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento