L’uomo invisibile

Mi è capitato, lo scorso week end, di andare ad Ischia con relativo giro a Napoli.

Il detto “vedi Napoli e poi muori” mi sembra eccessivo, sicuramente rischi di morire dal ridere.

Ci sono due modi, a mio parere, per tentare di capire il “pensiero napoletano”:

a)     prenderla allegramente, ridendo e fregandosene;

b)     incazzarsi e mangiarsi il fegato.

Visto che di fegato ne ho uno solo e ci vuole il suo tempo prima che si riformi, ho optato per la prima opzione.

La prima cosa che mi ha fatto divertire è che se sei handy, non esisti !!

Sei invisibile !!!

Questa sensazione d’invisibilità mi era già capitata, in particolare nei paesi piccoli oppure quando ho a che fare con persone molto anziane.

A Napoli mi è ricapitata e mi ha fatto sorridere “sull’ignoranza” di alcune persone.

La più divertente è stata su un autobus ad Ischia.

Premesso che gran parte degli autobus sono forniti di scivoli, ma per pigrizia dei conducenti o perché non funzionano, alla fine non ho avuto l’onore di utilizzarli.

Comunque, ho acquistato un biglietto giornaliero, durante una delle corse è salito un  controllore, che dopo aver visto che avevo il biglietto, ha fatto notare ad una mia amica seduta al mio fianco, che potevo non acquistarlo e gli spiegava il modo in cui dovevo fare per evitare l’acquisto.

Spiegava a lei, con me a due centimetri, senza considerarmi, nonostante gli chiedessi  direttamente come dovevo comportarmi, ma lui imperterrito mi guardava e poi si girava come se avesse sentito una voce immaginaria, continuando a parlare con la mia amica.

E’ stato fantastico essere invisibile. Li ho iniziato a scoprire che a Napoli le persone per parlare con me si sarebbero rivolte agli altri, va beh l’importante è saperlo ….

Altrettanto divertente è stato quando, un assistente dell’aeroporto di Napoli,  nell’accompagnarmi all’aereo mi ha parlato per circa 10 minuti in una lingua a me sconosciuta, poi alla fine, dopo aver visto il mio sguardo smarrito, ha iniziato a parlare in una lingua simile all’italiano e mi ha raccontato quante persone disabili aveva conosciuto e che alcune si erano sposate, altre facevano sport, altre figli, altre lavoravono e quanto gli sembravo “sveglio”.

Poi mentre si apriva il portellone dell’aereo, mi  ha avvisato che lo stuart era “ricchione”, ma in fondo era simpatico.

Insomma, secondo lui, alla fine tutti questi esseri strani non erano così male, forse?!

Mi sa che certe volte, oltre che invisibile, vorrei essere anche sordo.

L’uomo invisibileultima modifica: 2008-04-08T23:16:46+00:00da rotex70
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6 pensieri su “L’uomo invisibile

  1. Bella a chi? a me?….o signur sono stato a Casablanca e nemmeno lo sapevo… Ridere? c’è da piangere…ma non è questione di napolitanità, ma di deficicenza … cmq in generale mi permetto di fare e di dire …eccome si mi permetto…

  2. .. O FORSE LA BELLA SONO IO????
    oh mamma che emozione!!!!
    Un forse-pseudo-campano senza ironia che dice a una VERA NAPOLETANA di non ridere su se stessa…!!!!
    “sta finendo il mondo”… è come dire a pulcinella di parlare veneto!!!
    oh signur!

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