Buonisti?!

Quando mi chiedono cosa non sopporti ?

Rispondo che non sopporto l’ipocrisia. 

Risposta banale, me ne rendo conto…

Veramente non sopporto nemmeno i fagioli e i piselli, ma forse questo è un altro discorso.

L’ipocrisia continua, sempre, ad infastidirmi, soprattutto quando è mescolata al buonismo.

Mi considero una persona con una buona dose di egocentrismo e di egoismo, di questo non ne ho mai fatto mistero, non ne vado fiero e nemmeno me ne vergogno, anche perché ognuno è quello che è…

Tutti questi ego, mi sono serviti a costruire quella “meraviglia” di muro, di cui parlavo nei precedenti post, ed inoltre mi sono serviti a non nascondermi dietro a falsi buonismi o altruismi.

Mi capita, di conoscere persone che manifestino, con estrema semplicità la loro bontà/altruismo o le loro azioni umanitarie.

Mentre comunicano questa loro “bontà”, il più delle volte mi sento a disagio, sentendomi piccolo piccolo, come un bambino che non fa quello che gli adulti si aspettino che faccia.

Ascolto chi dice che l’essere diverso è una cosa meravigliosa e bisogna amare la diversità, in quanto dalla diversità s’impara e ci si confronta; ascolto che aiutare il prossimo ti da molto e che bisogna amarlo; ascolto chi dice che soffrendo s’impara e bisogna amare la sofferenza; ascolto chi dice quanto è importante l’interiorità di una persona e non la bellezza estetica; ascolto che la natura fa trovare se stessi e che bisogna amarla; ascolto che l’amore è la cosa più importante e che bisogna amare…

Ascolto…ascolto….ascolto…. e sempre più piccolo mi sento…

Tutto questo “amore”, mi infastidisce, probabilmente sarò cinico o avrò paura di amare, non ne ho idea oppure ho troppo rispetto per le parole  “amore”, “amicizia”, “altruismo”.

Amare è impegnativo, significa dedicare tempo ed energie.

L’essere “buoni” va fatto quotidianamente, con continuità e con chiunque.

Non si può essere “buoni” durante i week end o quando ci va a noi, non si può essere “buoni” in base ai nostri “momenti” e alle nostre esigenze o quando ci si sente soli o quando non sappiamo che fare o in base alle varie crisi esistenziali.

Essere buoni è un impegno quotidiano. 

 

Non si può amare la diversità, ma criticare chi si comporta o la pensa in modo differente da noi, sarebbe ipocrita o sbaglio?

Non si può aiutare solo il prossimo che ci sta “simpatico”, ma bisogna aiutare anche chi ci sta “antipatico”, o sbaglio?

Non si può dire che la sofferenza ci aiuta ad essere migliori, ma lamentarci quando stiamo soffrendo, o sbaglio?

Non si può dire che la cosa più importante è la bellezza interiore, ma essere attratti principalmente dall’esteriorità, o sbaglio?

on si può dire di essere disponibili verso tutti, ma poi frequentarne pochi intimi ed isolarsi dagli altri, o sbaglio?

Non si può dire di amare, se poi si ama a metà, o sbaglio?

E’ semplice dire di essere buoni ed altruisti, mentre si fanno cose ci piacciono e ci gratificano.

E’ semplice aiutare i bambini dell’Africa, lo è un po’ di meno salutare la vecchietta rompicoglioni che abita vicino a noi.

E’ semplice cercare gli altri quando si è soli, lo è un po’ di meno dividere la propria compagnia con chi è solo.

E’ semplice dire che si amano le diversità, ma poi vivere quotidianamente con le normalità.

E’ semplice cercare quando si ha bisogno di trovare, lo è un po’ meno cercare quando si ha già trovato.

 

Buonisti?!ultima modifica: 2008-02-23T00:20:00+00:00da rotex70
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2 pensieri su “Buonisti?!

  1. Sai, più che la risata si dice che la cosa che mi viene meglio sia il sorriso… 🙂
    Riguardo al tuo post invece… Ho scoperto una cosa nella vita: diffidare delle persone che vantano bontà o dicono che non farebbero mai male a nessuno. Sono quelle che ne fanno di più.
    Ho imparato anche che ci sono persone che hanno costruito muri e barriere così abnormi da rimanerne intrappolati, e che mi hanno dato tantissimo non perché io abbia chiesto, e penso anche senza saperlo, convinti di non aver dato nulla…

  2. ciao sono arrivata al tuo blog tramite turisti per caso, per vedere il tuo sito sui viaggi, ma mi ha colpito cio che scrivi sei ironico, schivo, vero ,terribilmente senza peli sulla lingua .
    Sono molto arrabbiata con le persone che non sanno neppure cosa sia il dolore, la fatica, e vannpo predicando la pazienza a chi di pazienza se ne è riempito la vita il più delle volte senza volerlo….è pieno il mondo di buonisti che fanno i filosofi sulle disgrazie degli altri,e che frignano se hanno una linetta di febbre…. mi domando, ma loro chi cavolo pensano di essere solo perchè hanno avuto un po di fortuna in più?. so benissimo cosa intendi dire anche se io non sono su una sedia a rotelle sono una che fa i conti con medicine potenti per stare in piedi e sono fortunata, ma mi irritano coloro che hanno la presunzione di insegnare la pazienza e la sopportazione a coloro che con codeste “qualità” ci convivono non volendo…mi vedono tutta intera ho un faccino del cavolo che non fa trasparire il dolore che ogni giorno mi segue imperterrito e il peggio è che quando li sento lamentarsi per qualche antibiotico o il “grammino” di cortisone….io lo prendo come l’aspirina mandarli a quel paese!!!Scusa lo sfogo….ma ne ho le scatole piene di sta gentaglia.Invece voglio farti i complimenti sei un grande tu riesci a essere ironico e a cogliere il bello anche nel brutto… un saluto
    anna maria

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