New York – terza ed ultima parte

Rientrato da NY e rientrato nel quotidiano a pieno regime e dopo aver recuperato la stanchezza della frenesia newyorchese, restano i ricordi, le foto ed ovviamente la voglia di ripartire.

I “flash” che maggiormente mi vengono in mente della Big Apple sono: Luci tante luci, ma soprattutto gente, quanta gente, quanta vita !!!

Ovunque, dovunque ed in qualsiasi momento: OPEN 24 HOURS !!!

Potresti vivere un intera esistenza senza uscire da New York e nello stesso tempo avere visto tutto il mondo.

Sembrano che tutti passino da NY, di ogni razza, colore, moda, sessualità, povertà e ricchezza….

Puoi passare dal caos della downtown alla pace del Central Park, tutto in un pomeriggio, locali, ristoranti per ogni genere e gusto.

Gironzolavo ascoltando Norah Jones (faceva parte della mia colonna sonora oltre a Biondi e Joss Stone), mi metteva tranquillità in tutta quella frenesia e mi dava la possibilità di farmi meglio i miei “film”.

Mi piace osservare le persone sui bus, al bar, al ristorante ecc, cerco di raccogliere alcuni brani di conversazione e poi inizio a fantasticare su chi sono, cosa fanno e dove vanno, in base a come parlano, a come sono vestiti, che stato d’animo e d’umore sono in quel momento.
Mi faccio dei mini “film”, alcuni durano lo spazio di un attimo, altri due o tre tempi….

A parte questa piccola divulgazione, ci sono due cose che ricorderò maggiormente:
1) sono riuscito, finalmente, ad andare ad una messa Gospel. Così una domenica mattina, mi sono alzato presto, ho preso il mio bel autobus e dalla 94th street (dove alloggiavo) sono andato alla 110° in pieno Harlem.

Sull’autobus ero l’unico bianco, come del resto anche in chiesa.

All’entrata vengo accolto da signore vestite da infermiere, che scoprirò poi che lo sono realmente, in bianco con tanto di quanti dello stesso colore, è bellissimo il contrasto con il colore ebano della pelle.

Inizialmente mi sono sentito un po’ “estraneo”, sia per essere l’unico bianco in sala, sia perché sono in maglietta e jeans, gli altri sono vestiti da “gran festa”.

L’imbarazzo è durato un attimo, infatti i sorrisi e le frasi gentili dei presenti, in particolare delle “signorone-one” con indosso capellini e abiti dai colori intensi, mi hanno fatto sentire subito parte della community.

La cerimonia mi ha molto colpito, non vi è tutta quella liturgia che vi è nelle nostre chiese cattoliche.
Si ricordano i compleanni, le lauree e tutto quanto avviene durante la settimana nel quartiere e nella comunità, sino a giungere alla predica pastorale.

Quella domenica, era sui milioni di morti per AIDS in Africa e l’indifferenza del mondo politico americano; l’impeto e l’entusiasmo del giovane pastore era veramente da pelle d’oca, come lo era la partecipazione dei presenti, con applausi, urla più da stadio che da chiesa.
Sicuramente c’è meno “religiosità” ma una grandissimo impegno nel voler coinvolgere e nel “far sentire” partecipi le persone. Una grande voglia nel trasmettere che tutti possono far parte di una community e di un progetto/obiettivo.

In alcune parrocchie di Harlem vengono anche svolte delle messe con musica hip hop per avvicinare maggiormente i giovani…

Mi chiedo spesso, perché la nostra Chiesa non riesce a trovare delle vie comunicative, maggiormente innovative….

Nel sentire tutto quell’entusiasmo da parte del pastore e dei presenti, anch’io ho iniziato ad applaudire (a dire il vero ogni tanto non so bene a cosa, visto che il tutto era in un slang americano bello ostico, ma credo ad una buona causa…).

Al termine della cerimonia vi sono stati una decina di battesimi, non di bambini, ma di uomini e di donne intorno ai 30 anni, è stato commovente, il tutto ovviamente scandito da cori ed applausi.

Alla fine della messa ho gironzolato per le strade di Harlem, c’era tanta musica, molti ballavano e cantavano mentre aspettavano l’autobus o lavavano la macchina o semplicemente sui gradini di casa loro, ovviamente hip hop.

Mi era venuta una gran voglia di trasferirmi li con loro, mi è spiaciuto andarmene da Harlem, immagino che in realtà non sia tutto così roseo e che vi siano molti problemi come la disoccupazione, la droga, il razzismo (vi sono infatti ancora pochi bianchi, anche se negli anni stanno aumentando, non senza trovare delle resistenze da parte dei black residents). Comunque Harlem mi ha dato la sensazione di un quartiere allegro ed unito (e dire che fino a poco tempo fa, era uno dei posti più pericolosi degli States).

2) sono poi andato a Ground Zero, nulla da dire, solo grandi emozioni e non molto positive e la convinzione sempre più forte che l’uomo è un grande idiota.

rotex

New York – terza ed ultima parteultima modifica: 2007-10-28T01:25:00+00:00da rotex70
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5 pensieri su “New York – terza ed ultima parte

  1. Ciao Fabry,ho letto il tu post tutto d’un fiato, nn ho mai visto NY, ma leggendoti è come se un pò ci fossi stata…
    Deve essere meravigliosa e piena di contrasti così forti da lasciarti senza fiato.
    Ho sempre desiderato assistere ad una messa gospel, tutta quell’allegria e partecipazione fa venire voglia di andare in chiesa, cosa che ho perso da tempo, ma non voglio dilungarmi troppo sull’argomento…
    Ti abbraccio e ci sentiamo presto

  2. Ciao, mi chiamo Luciana, ho letto il diario del tuo viaggio a New York
    ne ho letti tanti di diari di viaggio, dovevo prepararmi per il mio viaggio a NY,
    ma il tuo mi ha molto emozionata, in parte per il tuo “coraggio” in parte,
    in moltissima parte, per l’umanita e la commozione che mi ha procurato,
    scusa non è una forma di pietismo, ma io non sono anglosassone,
    non sono giovavanissima, sono nonna, e la tua avventura mi ha fatto
    una tenerezza infinita..scusa (anch’io come vedi lo faccio anche se non
    mi hai urtato) ma non ho potuto fare a meno di scriverti, ho fatto anche
    io un filmino nella mia mente, immaginandoti a gironzolare per NY
    e come hai descritto bene il tutto…appena metto insieme tutte le mie
    emozioni proverò anche io a scrivere della mia esperienza…
    Sei stato stupendo nella tue descrizioni, anche delle tue emozioni
    grazie….se posso..ti abbraccio

  3. Ciao..come vedi sono venuta a trovarti, io abito a Torino e tornando da New York, ci sono stata dal 12 al 19 Ottobre..
    ho trovato la mia città bellissima, un pò estranea, avevo uno strano effetto di dislocazione..colpa del fuso orario??
    New York all’inizio forse un pò alienante..poi come un’amante esperta ti conquista con le sue mille sfaccettature, non è una città è il mondo, e qui trovi tutte le risposte del tuo viaggiare, del tuo ricercare, negli assolati e romantici vialetti di Central Park, nell’atmosfera gioiosa e vibrante del Greenwich Village, nelle astrade affollate ma non soffocanti di Manhattan, sulla cima dei grattacieli, ti chiedi sono proprio io, sono qui, al crocevia del mondo…si sei tu, e sei qui
    Non ho ancora scritto della mia esperienza lo sto facendo a poco a poco nei racconti alle amiche, tiro i fili e riunisco le idee,
    i ricordi che scappano da tutte le parti e si riportano indietro altri ricordi..certo ci sono altre mete, altri traguardi, i viaggiatori non si accontentano di vedere un solo luogo, ma questo a NY
    è IL VIAGGIO quello che ti apre la porta a tutto il resto, forse dovremmo fondare una specie di club per chi è stato a NY, per confrontare cosa e come ci ha colpito di più il cuore, forse è
    come il famoso mal d’Africa…
    Io ho una figlia che ha circa la tua età e una nipotina splendida, ma non poteva essere diversamente no?? di 3 anni che adoro,
    ma non mi accontento di fare la nonna, questa vita che abbiamo in prestito è così bella così piena di incognite di avventure, di traguardi, che me la voglio vivere fino in fondo,
    la voglio addentare, assaporare, gustare, è una cosa troppo bella per lasciarla ammuffire in un armadio ..
    Scusa il mio profluvio di parole, ma quando attacco a scrivere è così, in realtà forse non invecchiamo mai se non abbiamo voglia di farlo….Ciao..spero a presto
    A proposito non ho ancora visitato tutto il tuo Blog, ho visto dei racconti, degli scritti che voglio leggere con calma,
    buona giornata Luciana
    Io uso il PC da un pò, con grande scandalo di tutti, ma questa è un’altra storia, e vedo che forse faccio degli errori di impaginazione…tipo le parole non si allineano come le scrivo..perchè???

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