Una favola

Vi racconto una favola….

“C’è un ometto che gironzola qua e là per il pianeta uomo.

Lui adora scrutare la gente, molte volte si ferma in una piazza ad osservare chi passa, si diverte a cercare di capire chi sono e come sono.

E’ convinto che più conosce più cresce, anche se alcune volte il comprendere lo fanno diventare ancor più bambino.

E’ stato abituato sin da piccolo ad ascoltare, forse perché era costretto a stare fermo per lunghi periodi.

Con il tempo aveva capito che se voleva attirare l’attenzione degli altri, lo poteva fare solo ascoltando e sorridendo.

Doveva sempre dire che tutto andava bene, tutto doveva apparire perfetto.

Gli altri amano far finta che tutto sia “sorridente”.

Così mentre gli altri se ne andavano: sorrideva;

Così mentre tremava: sorrideva;

Così mentre la casa tremava: sorrideva;

Così mentre gli veniva detto che non sarebbe riuscito ad ottenere nulla: stringeva i denti;

Così ha iniziato a partecipare alla vita degli altri;

Alcune volte aveva provato a dire che non aveva poi così tanta voglia di sorridere, ma non sembrava che questo interessasse , quindi aveva dedotto che bisognava far in modo che tutto apparisse sempre piacevole.

Ha quindi evitato tutti quei pensieri che lo rattristavano, ha evitato di guardarsi allo specchio, ha cercato che tutto andasse per il meglio.

In questo modo è riuscito ad ottenere l’attenzione ed il rispetto degli altri.

In questo modo ha iniziato a capire che era un bambino molto fortunato, perché poteva gironzolare per l’universo dell’umanità, con la possibilità di crescere ed imparare.

Non riusciva però a capire perché molti gli promettevano “sentimenti” che poi non erano in grado di  mantenere.

Era troppo piccolo per comprendere che all’interno di ogni individuo ce ne sono molti altri, ed è impossibile comprendere se stessi, figuriamoci gli altri.

Il bambino ha trascorso dei momenti di felicità intensa, riuscendo a goderseli appieno.

Ha vinto molte battaglie, sconfitto altrettanti nemici.

Il 31 agosto 2001, gli hanno detto che non era più un bambino ma doveva essere un ometto.

E l’ometto si è comportato come quando era bambino.

Così mentre gli altri se ne andavano: sorrideva;

Così mentre tremava: sorrideva;

Così mentre la casa tremava: sorrideva;

Così mentre gli veniva detto che non sarebbe riuscito ad ottenere nulla: stringeva i denti;

In questo modo ha capito quanto lui fosse importante per se stesso.

Ora l’ometto gironzola sempre per l’universo dell’umanità, evita ancora gli specchi, certe volte fa ancora finta che tutto vada bene, ma sta cercando la serenità, sceglie chi ascoltare, sorride quando è felice, ogni tanto si racconta e aspetta di diventare uomo”.

Ma questa sarà un’altra storia.

to be continued

rotex

Una favolaultima modifica: 2007-10-21T20:25:00+00:00da rotex70
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