30/01/2010
I LOVE NYC
Quello che io amo di New York è che sino ad ora è l’unica città che riesce a trasmettermi la sensazione di essere la vera capitale del mondo. E’ l’unica in cui, secondo me, riesce a raccogliere ed amalgamare tutto le popolazioni senza renderle ridicole o fuori posto, ma anzi rendendole uniche per il “mosaico” razziale.
La amo perché non ti senti mai solo, perché è bellissimo bighellonare per il Village, entrare nei negozi… spiarla dalle vetrate, non puoi restare fermo a NYC….
I LOVE New York perché anche chi non ha un casa, sembra avercela.
I LOVE New York perché anche se ti può offrire molto, alla fine ti accontenti di poco.
I LOVE New York perché anche se vivi in un'altra epoca, non ti senti fuori tempo.
I LOVE New York perché ricorda, e poi riscostruisce...
I LOVE New York perché è velocissima, ma anche immobile
I LOVE NY
17:27
Scritto da : rotex70
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29/01/2010
NYC Christmas version
Avevo questa curiosità di vedere la NYC in versione natalizia, tanto pubblicizzata, tanto decantata, tanto voluta…
Andare, durante le festività natalizie, a NYC è un must.
Sembrerebbe che la capitale del Natale o meglio dello sfoggio natalizio sia New York.
Mi ero così preparato a portare gli occhiali da sole anche di notte, in quanto le luci mi avrebbero accecato e le decorazioni avvolto come pitoni.
Invece, sarà perché sei già abituato un po’ a tutto e a tanto, sarà che l’albero del Rockfeller Center l’hai già visto mille volte al cinema, sui giornali e in tv, sarà che per merito o per colpa della globalizzazione tutto è ormai uguale da per tutto, fatto sta che non sono rimasto abbagliato…
Certo vi sono degli angoli molto suggestivi e sicuramente alcuni addobbi colpiscono per la loro originalità, ma non so per quale ragione mi aspettavo un esplosione di luci e un addobbo globale di tutta la città, invece il Natale lo si trova a macchia di leopardo.
Quando passeggi per le vie dello shopping, anzi mentre corri, in quanto ti viene naturale accelerare il passo e farti prendere dall’adrenalina della fifty avenue, del resto è impossibile non farsi catturare dalla frenesia di acquistare di tutti e di più.
Per noi europei, ora è il grande momento, c’è l’euro forte, e tutto ci sembra in liquidazione, qualsiasi cosa che acquistiamo siamo convinti di avere fatto l’affare del secolo, e sicuramente un pò lo è…
Lo è un po’ meno quando compri cose totalmente inutili, ma ormai sei entrato nel meraviglioso mondo dei “SALE”.
Così fa piacere trovare, in mezzo a questa corsa shoppettara, un angolo protetto, un piccolo angolo natalizio, con le sue luci soffuse, una pista di pattinaggio (non così pomposa come quella al Rockfeller) ma più romantica, per rilassarsi e gustarti il Natale a NYC.
L’ultra famosa pista di pattinaggio del Rockfeller Center è senza dubbio un luogo da ammirare, ma sembra un luogo da “ricchi”, mentre a Bryant Park è più “pop”, più american style.
Mi ha fatto un po’ tristezza, notare che già la mattina del primo giorno dell’anno, gli alberi di Natale venivano gettati via…
la festa finisce presto… è già tempo di trovarne una nuova….
20:44
Scritto da : rotex70
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19/01/2010
Statua della libertà
Le altre mie volte newyorchesi, erano state autunnali e primaverili e ricordavo molto bene quanto New York possa essere gelida, con quel suo vento che ti entra nelle ossicine.
Così in valigia è stato messo un abbigliamento degno per un impresa polare.
Mi aspettavo il freddo, ma non così tanto, anche se devo dire che le maglie termiche, le felpe super felpate e le calzamaglie superprotette hanno fatto la loro funzione.
Il freddo in alcuni giorni è stato veramente intenso, i tg dicevano che erano 30 anni che non era così gelido. Che c… che fortuna !!! ;))
Si sono toccate temperature con -20 gradi.. brrrrr
A questo va aggiunta la nostra “intelligenza” di piccoli turisti fai da te, che in una delle giornate più rigide, decidiamo di andare a Liberty Island a vedere la statua della libertà. Luogo sempre ventilato e freddo (zona portuale dall’altra parte), lascio all’immaginazione e alle fotografie come ci sentivamo quel giorno.
Mi viene da sorridere a ripensare alla follia di starcene lì, incappucciati, bardati e coperti in fila per ore, mentre scendevano pezzettini di ghiaccio dal cielo e il vento che soffiava forte, per pagare prima un biglietto d’entrata e poi per prendere un traghetto che ci avrebbe portati a vedere la statua della libertà.
Certe volte si fanno delle cose che non sono molto comprensibili.
Sembrava che stessimo girando le scene di un film sull’arrivo degli emigrati; come loro eravamo infreddoliti, ci stringevamo per proteggerci dal freddo, come loro veniamo smistati…
Loro avevano una ragione di vita, noi una ragione di status.
Avere la foto sotto la statua non ha pari !!
La fila, come sempre, la evito, sono questi i momenti in cui sono felice di essere un handy, in quanto evito tutte le file e passo/passiamo davanti a tutti, come dei veri vips….
Insomma se la carta “handicap” non la gioco in queste occasioni, quando devo giocarmela ?! ;)
Il mega controllo che viene fatto prima di entrare è identico a quello fatto in aeroporto, ed è stupendo doversi togliere la giacca, le scarpe, la sciarpa, i guanti, gli occhiali, le cinture e chissà cos’altro, insomma ci viene chiesto di disfare l’armatura che, con tanta cura, avevamo costruito prima di uscire ai -20 gradi….
Alla fine si è pronti per la fatidica foto sotto la statua della libertà.
Resto immediatamente deluso, in quanto mi sembra di vedere il Sancarlone di Arona; vivendo vicino ad Arona, ed avendo una zia che abita, praticamente, di fronte al Sancarlone (www.lagomaggioreonline.it/statua_san_carlo_borromeo.htm), che è alto in tutto m. 35, la statua della libertà (il cui corpo è alto m. 46) non mi sembra nulla di che…anzi…
E’ sicuramente più affascinante vederla da lontana o in fotografia.
Dopo, non resta che visitare il museo dell’immigrazione che da un idea ben precisa di quello che vivevano gli immigrati quando arrivavano in terra d’America.
A parte il freddo e forse l’inutilità di andare a vedere la statua, anche se credo che una volta nella vita vada fatta, è bellissimo rientrare durante l’ora del tramonto, con le luci naturali ed artificiali dello skyline di Manhattan che si specchia sull’acqua.
17:33
Scritto da : rotex70
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17/01/2010
Capodanno a New York
Il capodanno a New York è stato progettato con molto anticipo, per me era la prima volta che prenotavo con così tanto anticipo un viaggio, ma questa volta, vuoi perché il capodanno è una data overbooking, vuoi che per risparmiare bisognava farlo al più presto, vuoi perché eravamo in 5 a partire, doveva essere programmato con anticipo.
Così a settembre avevamo prenotato volo e appartamento.
E’ la terza volta che vado a NYC, la prima d’inverno, ero curioso di vederla sotto le luci di natalizie.
La partenza è stata fissata per il 31 dicembre, mi elettrizzava l’idea che in un solo giorno si cambiasse continente, fuso orario, anno ed anche decennio…
Siamo arrivati a NYC alle 17:00, abbiamo festeggiato il capodanno italiano alle 18:00 sul taxi che ci portava all’appartamento.
Stanchi, schekerati dal jag lag e dagli aerei, apriamo velocemente le valigie, ci prendiamo un pizza take way da Francesco (una pizzeria di latinos) che ci fornirà di pizze nei successivi giorni.
Anche se la voglia di andare a letto era fortissima, non si poteva non andare a festeggiare l’arrivo del nuovo decennio in strada.
Times Square era transennata, una grande area era aperta solo ai pedoni e chiusa dalle 16:00, saremmo potuti entrare anche più tardi, ma bisognava fare una lunga coda, per poi essere scaraventati in mezzo ad una folla.
Non amo le folle, così mentre iniziava a nevicare, ci siamo messi ad ammirare le streets e le luci della città dalle mega vetrate del centro commerciale di Columbus Circle.
Mi sono subito fatto prendere dal gioco di luci delle enormi stelle che erano all’interno del centro commerciale, ero in preda ad una visione mistica (la stanchezza e i primi attimi di relax iniziavano a farsi sentire).
Intanto fuori aumentava la tensione da mezzanotte e anche tra noi la tensione iniziava a farsi sentire. Iniziavano i primi attimi di cedimento e di “stanchezza da gruppo”.
Così tra un brivido di freddo e una crisi isterica, ci si avvia verso il momento tanto atteso: “La Mezzanotte”.
Atteso, in quanto dopo avremmo potuto, con la coscienza tranquilla, andare finalmente a nanna.
Scegliamo di attendere le 00:00 a Central Park dove di fronte a noi, in lontananza si scorgeva la famosa palla di luci (che si vede spesso nei films americani) che quest’anno è il “10”.
A mezzanotte il cielo si illumina di fuochi d’artificio e la palla, credo, anche, si aprono le bottiglie, tanti auguri ed abbracci. Ed anche questa è fatta!!
Non si sentono botti, non vi è una guerra in corso, non devo stare attento che mi sparano: ah già non sono in Italia, niente petardi nel … … negli occhi ;)))
18:21
Scritto da : rotex70
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16/01/2010
Haiti terremoto....
Qualche mese fa, avevo letto un articolo su Vanity Fair, in cui Martina Colombari raccontava la sua esperienza ad Haiti, in cui un bambino su 3 non arriva ai 5 anni.
Haiti era uno dei paesi con la più alta mortalità infantile, dove l’aspettativa di vita è di 50 anni.
Avevo letto quell’articolo, in cui raccontava che i bambini venivano sepolti in fosse comuni oppure in scatole di cartone, così…buttati lì…. Qualche mese fa…non ora….
Ora…sa solo Dio…
Mi aveva colpito perché era drammaticamente forte e soprattutto non ne sapevo nulla.
Non sapevo che Haiti era un paese così povero, non sapevo nulla….ignoravo tutto.
Ma alla fine una volta che ho saputo ho continuato comunque ad ignorare.
Ora quel paese è stato dilaniato dal terremoto, quello che spero è che questa catastrofe, possa per lo meno servire a mettere i riflettori e soprattutto i denari di noi occidentali pancioni ubriacati dal benessere.
Intanto mi sento per l’ennesima volta inutile, metto due righe su un post, due link su Face Book e continuo a grattarmi la pancia di benestante occidentale, quanto non mi sopporto….
21:52
Scritto da : rotex70
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12/01/2010
GQ - GENNAIO 2010
16:59
Scritto da : rotex70
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05/01/2010
Messa a RiverSide - New York
Essendo un “montagnino” dovrei essere abituato al freddo e al gelo…
Invece non lo sono per nulla, anzi non lo sopporto e mi disconnette quasi totalmente dal mondo, così che il piccolo criceto che vive nella mia testa, si ferma.
Comunque sia, New York è anche e soprattutto questo: freddo e gelo mixato dal calore della vita metropolitana.
Domenica mattina, credo ad una temperatura intorno ai -11 gradi e con un vento da far girare le palette di tutti i mulini a vento d’Olanda, ci siamo recati ad Harlem alla Riverside Church.
L’idea di andarci è stata data di Yelena, che li ho conosciuto.
Ragazza gentilissima e molto vivace, un vero piacere conoscerla….
La chiesa molto bella e monumentale, ma ovviamente nulla a che vedere con le nostre in cui si respira storia e tradizione, ad ogni angolo. All’interno del complesso in cui vi è la chiesa, vi sono ascensori, macchinette per il caffè, bagni, aule in cui coloro che fanno parte della comunità possono partecipare a corsi di vario genere (dall’apprendimento della musica, al cucito).
Siamo a NYC e non si deve respirare ne storia, ne tradizione, ma bensì innovazione!!
Ed è quello che si percepisce.
La liturgia non ha i tempi della tradizione, ma bensì quelli della convention.
La priorità è quella di rendere partecipe e coinvolgente la messa, di far sentire i partecipanti parte di una comunità e di cercare di “radunare nuove pecorelle”, più o meno smarrite.
Viene utilizzato un linguaggio semplice ed incisivo, in cui tutti si possono ritrovare e sentirsi parte di una grande comunità.
Il Reverendo Thomas, è un uomo di grande carisma, utilizza parole incisive e dirette, cambiando tono ed espressione per scandire i propri concetti, ma soprattutto per far in modo che l’attenzione sia sempre ben concentrata su di esso.
Lui era una persona molto vicina a Martin Luther King ed era presente il giorno in cui è stato assassinato.
Nel 2010, in cui la comunicazione è basilare, trovo che questo modo di celebrare una funzione religiosa sia un buon modo per arrivare alle persone, anche se credo che sarebbe auspicabile trovare un equilibrio tra il reverendo “showman” che in alcuni momenti sembra più uscito da una scuola di recitazione che da una chiesa e il prete noioso e liturgico di tradizione italiana che sembra uscito dalla biblioteca del Vaticano.
18:34
Scritto da : rotex70
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30/12/2009
1 2 3 ...si parte...
Valigia fatta, pronta…
Le previsioni su NYC danno freddo e neve, dall’altra parte cosa ci si dovrebbe aspettare in questo periodo dal Nord America….
Domani a quest’ora starò per atterrare: ore 16:00 locali… e 22:00 per noi…eh eh !!!
In queste ore prima della partenza…oltre alla continua domanda, da parte di tutti: “Ma non sei preoccupato di saltare per aria, visto il tentato attentato dell’altro giorno??”
Ora, io non sarei per nulla preoccupato, essendo fatalista, ma se continuano a ricordarmelo ogni trenta secondi (radio e tv compresi), inizio, anch’io, a pensare che potrei fare il botto di fine anno, così se cortesemente posso partire senza pensare di avere una miccia attaccata alle rotelle sarei molto felice…
Va beh…io vado….
Chiudo la valigia!!
PS; in questo viaggio….il mio blog è gemellato con S4C quindi, troverete sicuramente foto ed altro su :
http://shootforchange.ontheroad.to/rotex
Non vedo l’ora di fare le prime foto con Yelena in the city!!!
21:21
Scritto da : rotex70
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29/12/2009
Shoot for change - S4C
Quest’anno quando sono stato a Roma per partecipare a Uno Mattina, ho conosciuto Antonio che fa parte di S4C (Shoot for change), abbiamo fatto delle foto in giro per Roma, e siamo rimasti in contatto…
Quando ha saputo che andavo a New York mi ha proposto di “raccontarla” con un “on the road” in rete e soprattutto con le foto di Yelena Posniak cercheremo di sbirciare e guardare NYC con un occhio un po’ diverso…
Eccovi il link:
http://shootforchange.ontheroad.to/rotex
mi sa che avrò tutto il mio da fare…. e scrivi di qua…e metti di la…. ;)))
08:48
Scritto da : rotex70
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28/12/2009
In partenza per New York -3
Ancora due giorni di lavoro e poi arriva il momento di preparare la mia bella valigetta rossa.
Mi piace il momento, di andare in cantina a recuperarla e toglierla dal cellophan, un po’ meno riempirla.
Questa volta, io e la valigia rossa ce ne andiamo a New York !!! Ora che ci penso la red bag è giù stata a NYC...
Mi preoccupa un po’ il freddo che troverò, le eventuali tormente, la neve e il gelo, ma chi se ne frega… mi sono equipaggiato come se partissi per una missione popolare…
Preparato l’abbigliamento dell’esploratore popolare, dollari prelevati, passaporto apposto, direi che sono pronto.
Sono molto elettrizzato di vederla in versione natalizia, oltre al fatto di fare un viaggio nel tempo, infatti partiamo alle 10:00 del mattino da Milano ed arriviamo a New York alle 16:00 (ora locale), in tempo per il countdown, passerò al numero “10” dall’altra parte del mondo….nel stesso giorno, cambierò continente, fuso orario e anno..
Questa volta non parto solo, saremo in 5, abbiamo prenotato un appartamento vicinissimo a Central Park, sarà divertente scoprire come gestiremo la convivenza e quanto riusciremo a sopportarci…
Come al solito non ho fatto alcun itinerario e nessun programma, un po’ perché ci sono già stato e quindi ho già visitato le cose primarie “del piccolo turista”, un po’ perché come al solito voglio vivermela "come viene", senza farmi troppi progetti…
Credo che riuscirò ad aggiornare il blog, in tempo reale, nell'appartamento c'è il wi fi e poi probabilmente ci sarà un altra piccola sorpresa…
allora io vado.... :))))
07:00
Scritto da : rotex70
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27/12/2009
A Radio DJ con Laura
Lunedi 28 dicembre alle 08:40 farò un piccolo intervento con Laura su Radio DJ !!!
Se vi va di ascoltarmi...
09:12
Scritto da : rotex70
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26/12/2009
Foto GQ in anteprima
A novembre, sono stato scelto da direttore di GQ per fare un reportage a Barcellona a bordo della nuova C3.
Il 6 gennaio 2010 uscirà in edicola il servizio, intanto si può vedere parte del reportage fotografico effettuato da Jacopo Benassi sul sito:
http://www.menstyle.it/cont/mst/citroenc3/

non vedo l’ora che esca in edicola…eh eh eh…
18:18
Scritto da : rotex70
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23/12/2009
Buon Natale
21:03
Scritto da : rotex70
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19/12/2009
La Venaria e Torino
Nonostante sia piemontese, Torino è una città che sto conoscendo poco a poco…
Sarà perché è più comodo per noi del VCO andare a Milano piuttosto che a Torino, con il treno siamo nel capoluogo lombardo in un oretta, mentre per andare nel nostro capoluogo di regione ce ne vogliono quattro/cinque ore… un po’ dimenticati J
Comunque, mi sta capitando di andare a Torino (in auto, altrimenti sarebbe ogni volta un viaggio della speranza) ed oltre ad apprezzare moltissimo l’attenzione con cui è illuminata (al punto che potrebbe essere tranquillamente la nostra “ville lumiere”), oltre al fatto che essendo una città costruita a misura “reale” e ricorda Vienna, ed oltre al fatto che è ricca di storia, è un vero peccato che non è rientri nei classici itinerari turistici, ci starebbe benissimo tra Venezia, Firenze e meriterebbe maggior attenzione anche come polo politico o industriale.
Amici e conoscenti mi avevano suggerito di andare a visitare la Venaria (www.laveneraria.it ), sapevo anche che era stata resa accessibile ai disabili, quindi tocca andarci....
E le indicazioni che è totalmente accessibile, sono reali e non solo di forma come spesso accade.
Il borgo di Venaria è carino e curato, forse un pò troppo "costruito" per i turisti...ma dall'altra parte....
Non mi era mai capito che, all’entrata di un parco o di un sito archeologico mettessero a disposizione dei disabili un eletroscooter, con il quale è possibile, tranquillamente, visitare tutto il giardino, che altrimenti non sarebbe accessibile, in quanto vi sono sampietrini e ghiaia, mentre con questo mezzo rende tutto il percorso accessibile, oltre ad essere estremamente divertente gironzolare avanti e indietro con la macchinetta.
Così visto che con il scooterino mi sono divertito a fare il bambino con il triciclo, mi sa che ci ritornerò in primavera, quando ovviamente la natura sarà un po’ più viva.
All’interno oltre alla storia della monarchia Savoia e non solo, vi sono i plastici della Torino Reale oltre ai saloni della Reggia, ma la sala da ricevimento (credo che si chiami così) vince su tutte…..
16:07
Scritto da : rotex70
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30/11/2009
Mi Barcelona es tu Barcelona !!!!
Lo scorso week end sono stato a Barcellona (credo che sia la città straniera che conosco meglio e mi accorto di essere in grado di girarla ormai con facilità). Mo faccio il figo ;))
Ci sono andato perché sono stato selezionato come “reporter” per una famoso magazine, e sono gasatissimo per questa possibilità, anche perché ero seguito da un bravissimo fotografo professionista e non vedo l’ora di vedere le foto e il pezzo su carta stampata.
Il racconto del week end lo lascio a quando uscirà il pezzo, credo a gennaio!!
La camera in cui ho dormito, mi ha fatto venire voglia di ridipingere quella di casa mia….
http://belart.barcelonahotels.it/
In realtà Barcellona l’ho vissuta in estrema velocità, girandola come una trottola, anche perché siamo stati più o meno in tutti i posti “fondamentali” della città in 24ore, ma anche questa volta, nonostante il sckeraggio, ho sentito l’ennesima conferma che quella è la “mia città”…
Ma racconterò...si si...racconterò....;)))
Mi sento a mio agio….non mi sento estraneo ne straniero….
Mi Barcelona es tu Barcelona !!!!
20:36
Scritto da : rotex70
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